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STORIA

- La carriera di Secondo Casadei
- Il Liscio, la musica
- Personaggi centrali

PERSONAGGI CENTRALI

Carlo Brighi, detto Zaclèn.
Nasce nel 1853 a Fiumicino, da famiglia contadina, e "inventa" la moderna musica popolare romagnola. Assorbe dal primo ottocento mitteleuropeo i valzer, le polke e le mazurke che imperversavano nei balli della borghesia trionfante, sostituendo ai balli di gruppo cortigiani i piú intimi balli di coppia.
Zaclèn, violinista come giá il padre, si perfeziona a Cesena dal maestro Antonio Righi, presso la locale scuola di musica comunale, ma apprende anche dai maestri Dioniso Abbati e Ferdinando Pedretti.
Intrapresa la carriera di musicista, arrivó a suonare anche con Toscanini, per poi tornare alla propria terra e portare la musica nel mondo contadino, in onore anche alla sua forte fede socialista (era tra l'altro amico di Andrea Costa).
Nelle aie innalzava il suo salone di legno e faceva ballare tutti al prezzo di un soldo ogni due balli, era il bal de' baiòc, una corda tesa divideva chi aveva pagato da chi no.
Aveva adibito una parte della sua casa di Bellaria a sala da ballo, era il Capannone Brighi, dove affluiva gente da ogni parte.
Con lui suonavano suo figlio Emilio, secondo violino e futuro Zaclèn, i Lugaresi di Villalta padre e figlio, al clarinetto in do e al contrabbasso rispettivamente, e Francesco Bugli di Savignano.
Zaclèn compone circa 1200 suonate, delle 831 conservate presso il Fondo Piancastelli della Biblioteca Comunale di Forlí, 465 sono valzer, 194 polke, 141 mazurke, 19 manfrine, 10 galop, un saltarello e una quadriglia.
Musicalmente la sua caratteristica, che dá vita alla musica popolare romagnola, é la velocizzazione dell' esecuzione, sia ritmica che delle fioriture melodiche.
Muore nel 1915.

Emilio Brighi, anch'egli soprannominato Zaclèn, portó in giro la musica del padre senza mai comporre nulla, avendo comunque l'orchestra piú rinomata di Romagna.
Fu il primo ad inserire, su consiglio di Secondo, alcune celebri canzoni dell'epoca come "Io cerco la Titina", "Creola dalla bruna aureola", "Adagio Biagio" e "Parlami d'amore Mariú".
Con lui suonavano il figlio Ivo alla chitarra, Viscardo al contrabbasso e Giuseppe Fantini.

Giuseppe Fantini, suona il clarinetto nella formazione di Zaclèn figlio, ed é lui, pare, a suggerire il nome di Secondo per il ruolo di secondo violino.
Padre di Giovanni, suona in trio con Casadei e il figlio nei cinema nei primi anni venti.

Giovanni Fantini, detto Pizaréin, da Gambettola, fedelissimo di Secondo, chitarrista, suonatore di banjo, primo cantante e presentatore.
Giá in gioventú suona le serenate sotto le finestre delle ragazze insieme a Secondo,

Primo Lucchi, detto Baliloun, braccio destro di Secondo fino al 1950, anno della sua scomparsa.
Suonava il sax contralto e aiutava il maestro anche nella composizione delle musiche (sue le celebri Sturneli ad Rumagna e A sem di rumagnol), e soprattutto dei testi in dialetto. Era con Secondo quando compose uno dei suoi primi brani
Al termine di ogni suonata intonava: "La festa l'è finita bel burdél, e a tutti beli e broti bona notte".

Olindo Brighi, detto Faraon, contrabbassista, nipote di Poiali. É il comico del gruppo, faceva roteare il contrabbasso divertendo il pubblico. Era basso di statura e il contrabbasso lo superava di diverse spanne. Lascia l'orchestra per raggiunti limiti di etá nel dopoguerra.

Guido Rossi, detto Poiali, clarinettista, colonna del gruppo e noto buongustaio, era anche un po'un fifone, racconta Fantini.
Era il piú vecchio di tutti e di fianco alla propria sedia aveva sempre un fiasco di vino nero.
Abbandona a metá anni cinquanta, sostituito da Pino Flamigni.
Suonava a orecchio.

Pino Flamigni, clarinetto e voce, cantava nello stile di Natalino Otto. Diventa cantante una sera che manca Fred Mariani e la Tamburini é afona, si offre lui e Secondo acconsente scherzosamente, sará un trionfo e un'immediata promozione sul campo.

Carlo Baiardi, virtuoso del sax, nel complesso sin dal Cinquanta, quando succedette a Primo Lucchi.
Abbandona nel 1962 per creare una propria orchestra, é la prima defezione che prelude alla diaspora futura e rompe un pochino l'incantesimo del gruppo.
La cosa crea tensioni e schieramenti contrapposti, Secondo si sente tradito nonostante il percorso di Baiardi voglia essere analogo a quello tenuto tanti anni prima dallo stesso Casadei.

Tonino Zoli, detto Tugnàz, virtuoso del clarino in do, gli venne dedicata anche una polka, Dai Tugnàz.

Arte Tamburini, é la prima cantante introdotta in un'orchestra romagnola, debutta nel 1952 a Novalfetria.

All'epoca sono tante le orchestre che operano in Romagna, da un catalogo del Malusi ricordiamo: i Galvén, i fratelli Fusconi di Massa Matelica, considerati i diretti prosecutori della musica di Zaclèn, anch'essi con la classica formazione a due violini, clarinetto in do, chitarra e contrabbasso; Aldo Bovolenta di Cervia; Bitelli di Fusignano;Gaspare Bondi (Bond) di Ravenna; Bruto Gentili di Cesenatico; Cappelli di Predappio; Carletto e i Febar ad San Martên, Carlo Barbieri e i fratelli Rinaldi di Forlí; i fratelli Checconi di Lugo; Giustinett di Ravenna; i Leonardi di Ravenna; Mentore di Cervia; Negri di Conselice; Ortolani e Bernabé di Faenza; Alfredo Resta di Faenza; Semprini di Rimini; Geremia Fusignani di Matelica detto Spaghét; Domenico Zangheri di Meldola; Romolo Zanzi di Ravenna, che compose il celebre valzer La barcarola; Zcarel e Brustol di Cesena.

 

 

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